Non bastavano le ricerche di metano fra Lugo e Bagnacavallo e il già previsto impianto di stoccaggio di San Potito-Cotignola: ora sta arrivando un nuovo progetto per un nuovo impianto di stoccaggio in un giacimento esaurito di Alfonsine-Voltana.

La Bassa Romagna e tutta la provincia di Ravenna continuano a essere prese d'assedio. La nostra provincia, già oggi, produce più energia elettrica di quella che consuma eppure si continuano a costruire centrali elettriche (si pensi alla centrale già realizzata e poi ampliata di Conselice, a quella per ora proposta di Russi e ai tanti piccoli impianti a biomasse), così come si continua a cercare metano e si progettano nuovi impianti di stoccaggio. Con quali tutele per il territorio? Perché deve essere colpito sempre il nostro territorio provinciale?
L'impianto di stoccaggio che Sogit spa, società del gruppo Snam, propone di realizzare presso un giacimento esausto di Alfonsine-Voltana può comportare, così come l'impianto di San Potito-Cotignola e tutti gli impianti di questo tipo che si stanno realizzando non solo in Italia, ma anche in Europa e in America, problemi di sismicità indotta nelle aree limitrofe. Non si tratta di terremoti di elevata intensità e su vasta scala, ma superficiali e quindi, anche se circoscritti in aree ristrette, in grado di causare potenzialmente anche danni ingenti, con effetti negativi sulla stabilità degli edifici e compromettendo la qualità della vita delle persone che risiedono nelle zone limitrofe agli impianti.
Ci viene detto che lo scopo di questi impianti di stoccaggio è garantire un approvvigionamento sicuro e costante a prezzi stabili del metano. Gli impianti verrebbero riempiti durante la stagione calda, per poi estrarre il metano nella stagione fredda in modo che, così dicono i proponenti, se dovessero esserci dei problemi durante l'approvvigionamento, noi avremmo sempre le nostre scorte cui attingere e non rischieremmo di rimanere senza metano, così come avvenne, ad esempio, qualche anno fa, quando, a causa dei difficili rapporti con l'Ucraina, l'arrivo del metano russo nel resto dell'Europa divenne difficoltoso.
Ma la verità è proprio questa?