sabato 27 novembre 2021

Romagna fossile


Tutti parlano di transizione ecologica, ma in Romagna si continua a estrarre metano

In queste notti sono iniziate le trivellazioni del giacimento Longanesi della Gas Plus fra Lugo e Bagnacavallo.

Si tratta di un giacimento scoperto e autorizzato decenni fa e che da oggi inizierà a essere sfruttato. Un giacimento di grandi dimensioni che potrebbe alimentare la domanda dell’area di Lugo per circa un decennio. Non a caso la Gas Plus, compagnia petrolifera emiliano-milanese, proprio grazie a queste attività ha appena guadagnato in borsa un 10,09%. Tutti contenti, insomma.

Non proprio.

Da un lato gli scienziati, climatologi e non, di tutto il mondo ci dicono che dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili e dedicare tutte le nostre risorse impiegate nell’energia verso verso le fonti rinnovabili, ma dall’altro gli enti, malgrado le roboanti dichiarazioni in cui come un mantra parlano di transizione ecologica, continuano a sostenere le fonti fossili. Perché sì, parlare di transizione ecologica va di moda, la nostra Regione le ha anche dedicato un inutile assessorato, ma nessuno tocchi le fonti fossili!

giovedì 8 aprile 2021

Ospedale di Lugo: passi significativi per il rilancio e l’autonomia


È del febbraio scorso la notizia della decisione dell’AUSL della Romagna di ridare all’Ospedale di Lugo una propria autonomia, con un percorso che sarebbe iniziato con la nomina di un direttore sanitario e sarebbe proseguito con il ripristino della piena funzionalità della struttura.

Oggi iniziamo a vedere i primi passi di questo percorso, con l'affidamento del progetto di ampliamento del Pronto Soccorso e l’aumento dei posti letto della Terapia Intensiva, con la nomina del direttore sanitario e di primari delle unità operative di Anestesia e Rianimazione, Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia. L'Ospedale di Lugo ritroverà finalmente la sua autonomia e il suo rilancio dopo anni di continui depotenziamenti.

giovedì 25 marzo 2021

Spostiamo l’antenna di Via Varolo a Fusignano



Il progetto di installazione di un’antenna di telefonia mobile in Via Varolo a Fusignano rischia di deturpare l’area naturalistica della “Cava ex fornace”

Da alcuni giorni tiene banco sulla stampa e fra l'opinione pubblica di Fusignano la questione dell'installazione di un'antenna di telefonia mobile in Via Varolo, da parte della compagnia Iliad, in prossimità dell'area naturalistica "Cave ex fornace". Purtroppo l'informazione si è diffusa quando ormai i giochi erano quasi fatti e l'accordo per l'installazione era stato trovato, tuttavia forse tutti i soggetti coinvolti possono ancora fare un passo indietro.

mercoledì 24 febbraio 2021

Non fossilizziamoci!


Webinar sull’impianto di stoccaggio di CO2 di Ravenna

Ormai già da mesi ENI ha annunciato l’intenzione di voler realizzare a Ravenna un impianto di stoccaggio della CO2 di portata nazionale, nonché il più grande del mondo. Dopo un annuncio dato addirittura dall’ex Presidente del Consiglio Conte, si era tentato di far rientrare il progetto nel Recovery Plan che poi è stato successivamente stralciato. Ma pare che il progetto resista.

Malgrado questo progetto sia destinato ad estrarre CO2 dall’atmosfera per immagazzinarla in giacimenti di gas in via di esaurimento al largo della costa ravennate, riteniamo che si tratti di un investimento comunque sbagliato. La transizione energetica non deve essere solo di facciata, ma deve essere concreta e non può esserlo se non abbandoniamo definitivamente i combustibili fossili e dedichiamo tutti gli sforzi possibili al risparmio energetico e allo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Ne parliamo in un webinar in diretta Facebook giovedì 25 febbraio, alle ore 20.30, con Vincenzo Balzani (chimico, professore emerito dell’Università di Bologna), Vittorio Marletto (coordinatore del comitato scientifico di Europa Verde Emilia-Romagna), Silvia Zamboni (consigliere regionale Europa Verde Emilia-Romagna) e Paolo Galletti (coportavoce Europa Verde Emilia-Romagna).

È possibile accedere alla diretta Facebook tramite le pagine di Europa Verde di Ravenna e dell’Emilia-Romagna (facebook.com/VerdiRavenna e facebook.com/FederazioneVerdiEmiliaRomagna).

domenica 7 febbraio 2021

Ospedale di Lugo: una battaglia che stiamo vincendo


La battaglia per la difesa dell’Ospedale di Lugo è una battaglia che viene da lontano. Già nel 2013, quando s’iniziò a parlare dell’AUSL della Romagna e ci furono le prime avvisaglie della trasformazione del nosocomio cittadino, ci mobilitammo, per informare la cittadinanza, fare incontri pubblici, smobilitare l’opinione pubblica. In difesa dell’Ospedale di Lugo raccogliemmo anche migliaia di firme.

E finalmente hanno iniziato ad arrivare buone notizie. L’Ospedale di Lugo tornerà a essere autonomo e avrà nuovamente una sua direzione sanitaria. Questi sono passi concreti nella direzione del pieno ripristino della funzionalità struttura, dopo anni di depotenziamento.

sabato 6 febbraio 2021

Riconvertiamo la cava di Monte Tondo


No all’espansione della cava per l’estrazione del gesso e sì alla valorizzazione ambientale, paesaggistica e turistica del sito

La cava di Monte Tondo, nella Valle del Senio, fra Riolo Terme e Casola Valsenio è una cava a cielo aperto per l’estrazione del gesso, unico polo estrattivo regionale autorizzato, per concentrare l’estrazione del minerale molto utilizzato nell’edilizia industriale e pubblica, al fine di chiudere e recuperare ambientalmente le altre cave di gesso nel territorio regionale. L’attività estrattiva iniziò nel 1958 a opera di Anic e già dalla metà degli anni ‘60 all’estrazione a cielo aperto si affiancò la coltivazione in sotterraneo.

lunedì 18 gennaio 2021

De Pascale, da che parte stai?


Il Sindaco di Ravenna scelga se sostenere ENI o la lotta ai cambiamenti climatici

Il Sindaco di Ravenna Michele De Pascale non può tenere i piedi in due staffe: o i giovani dei Fridays for Future, con i quali si fa fotografare pubblicamente e non disdegna un appoggio in favore di obiettivi o le fonti fossili dell'ENI che propongono a Ravenna un progetto di idrogeno blu inviso all'Europa?

Infatti in Europa l’energia deve essere verde, cioè ricavata utilizzando energie rinnovabili e non ha senso puntare sul metano, dovendo poi stoccare la CO2 prodotta in giacimenti esausti. Non a caso il progetto ENI col quale si vorrebbe realizzare a Ravenna uno stoccaggio della CO2 non rientra nei parametri europei ed è stato eliminato dai piani governativi.

mercoledì 6 gennaio 2021

Deliri climatici


Probabilmente perché siamo tutti in ferie, ma forzatamente chiusi in casa, causa pandemia Covid-19, in questo periodo di festività natalizie e di fine anno, molte persone si sfogano su Internet e nei social è possibile leggere post di tutti i tipi.
Alcuni sono simpatici, alcuni sono ironici. Alcuni sono anche insolitamente ispirati e quasi si filosofici.
Alcuni, invece...

sabato 19 dicembre 2020

Transizione energetica intelligente?


Con la scusa della transizione energetica c’è chi vuole attuare politiche del secolo scorso

Pensavamo di averle sentite tutte e invece dobbiamo ricrederci. In una situazione di emergenza climatica mondiale, in cui ormai risulta chiaro a tutti il monito praticamente unanime degli scienziati di invertire la rotta se vogliamo scongiurare la catastrofe e limitare gli immani danni causati dai cambiamenti climatici già in corso, c’è chi paradossalmente vuole continuare a sviluppare il settore Oil&Gas.

venerdì 11 dicembre 2020

Stoccaggio CO2, da che parte stare?


In vista delle elezioni per il Sindaco del Comune di Ravenna, il progetto di ENI potrebbe fare da spartiacque per le forze politiche

Dopo l’annuncio del Presidente del Consiglio Conte in merito all’intenzione di ENI di realizzare un deposito di CO2 a Ravenna, inizialmente poco ripreso dalla stampa e dall’opinione pubblica, finalmente il progetto sta iniziando ad alimentare le discussioni.

La società civile, soprattutto i movimenti ambientalisti, si interrogano e iniziano prendere posizione, anche perché, dietro a un propagandato progetto di economia circolare, si nasconde l’ennesimo tentativo di perseguire la strada dello sfruttamento delle risorse fossili. Una sorta di green washing, come lo si chiama oggi, per sfruttare fondi europei che dovrebbero invece essere destinati a una vera svolta verde, orientata verso il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.