
Durante la serata, che ha visto una buona partecipazione attiva della cittadinanza, sono emersi innumerevoli spunti di riflessione sulla gestione della sanità e molte perplessità su questa enorme operazione finanziaria.
Innanzi tutto quello che i cittadini che sono intervenuti hanno rilevato è un colossale problema di comunicazione e democrazia. Nessun partito, fra quelli che si sono candidati alle ultime elezioni regionali e che oggi ci governano, ha mai parlato, durante la campagna elettorale, dell'intenzione di unificare le AUSL della Romagna. Ci si chiede, quindi, con quale mandato popolare gli amministratori Emiliano-Romagnoli abbiano intrapreso questo percorso. Un percorso, fra l'altro, che, pur rimanendo molto fumoso e lacunoso, si preannuncia piuttosto rapido, in quanto il progetto di legge regionale dovrebbe essere messo ai voti già entro la fine dell'anno. Fra i molti dubbi, una delle poche certezze, guarda caso, è che si sa già chi sarà il superdirettore di questa megazienda: si parla, infatti, di Tiziano Carradori, ex direttore generale dell'AUSL di Ravenna. Il problema della democrazia è quanto mai grave, dal momento che le istituzioni coinvolte per il momento non hanno ancora iniziato a consultare i cittadini che sono i proprietari e nello stesso gli utenti delle AUSL.