mercoledì 26 settembre 2012

Giardino dei frutti dimenticati in dismissione

Una lettera del prof Mauro Bovoli, Centro Studi sulla Romandiola Nord Occidentale

Una ben nota mappa storica di Lugo registra l'immagine zenitale del nostro centro quale appariva nel 1642: linee filiformi di edifici rappresentano i borghi storici cresciuti sulle vie che articolano lo spazio urbano irradianti dalla Rocca, e dietro essi filari di alberelli figurano orti e campi; il tutto, racchiuso dal geometrico contorno delle Fosse. Questa veduta schematica, vecchia di trecentocinquant'anni abbondanti, non contraddice altre vedute che circolavano fino a pochi decenni fa: anzi, chi ha passato da non troppo i Cinquanta ricorda di essere vissuto da bambino e da ragazzo in una Lugo non dissimile, dove al rumore del traffico nelle vie strette si alternava in una comune passeggiata in bici il silenzio vuoto di campi urbani, che nelle sere d'estate si animava di suoni e forme campagnole, lucciole e grilli. Fino a (diciamo) vent'anni fa è stato ancora possibile percepire quell'alito di campagna dentro Lugo, nonostante le auto che avevano già preso il campo.

Adesso, ci si trova a dovere scrivere nell'emergenza di un'ulteriore dismissione di suolo campestre. Il Giardino dei Frutti Dimenticati: titolo struggente, che rinvia ad altre radici perdute, sta per scomparire a sua volta; un modesto riquadro di spazio nel cuore di Lugo reso pubblico e allestito anche a spese dell'Amministrazione sta per essere messo in vendita. Deve cedere il passo davanti alle esigenze del bilancio comunale attraverso la via breve della dismissione da bene di pubblico interesse.

Il centro studi “Romandiola” qualche anno fa si è trovato a contrastare con i suoi argomenti (argomenti culturali) un altro progetto di erosione del territorio urbano deciso dall'Amministrazione in nome di un equivalente vantaggio per la collettività. L'opposizione ha dovuto portare a casa una sconfitta, e lo “sviluppo” ha continuato a dominare fra le scelte dell'Amministrazione. Ai divoratori del territorio collettivo si era fatto presente allora che Lugo aveva occupato negli ultimi quarant'anni il territorio circostante quadruplicando l'invasione da parte della massa urbana con infrastrutture industriali commerciali e viarie; adesso si può aggiungere che nello stesso periodo Lugo si è mangiata gran parte del proprio spazio interno, e gli orti d'antan possono appena occhieggiare da qualche angolo visuale lasciato scoperto tra i muri sempre più alti elevati dalla proprietà di complessi sempre più concentrati.

Un modello per insulae da Basso Impero: è questo che vogliono lasciare in retaggio a chi verrà ad abitarvi dopo di noi? La natura rigermoglia ogni anno, mentre l'uomo con i suoi prodotti è destinato ad esaurirsi, e il paesaggio antropizzato subisce in prima linea questa messa a scadenza. Nello stato attuale, di arresto dell'imprenditoria, sembra ai nostri amministratori di fare una mossa lungimirante quando il centro è disseminato di cartelli “Si vende” e “Si affitta”; gli sembra ancora giusta la scelta di alienare pezzi del suolo pubblico per fare cassa? Un suolo comunque non illimitato, anzi nel caso di Lugo e della Romagnola in genere decisamente limitato ed affollato. Ci pensino su, una volta in più.

 

5 commenti:

  1. la memoria storica anche di dieci anni fa è merce rara in questa società malata di alzheimer
    e proiettata a tutta velocità verso il nulla.
    Rombi di motori e gas tossici invece di ambienti vitali che si auto-rigeneranti.
    Invertiamo questa tendenza sbagliata.
    Ritroviamo l'uso delle gambe ,del naso,dei polmoni,delle orecchie e degli occhi.
    Le appendici meccaniche e i conglomerati di cemento vengono dopo.

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  2. errata corrige

    ambienti vitali che si AUTO_RIGENERANO

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  3. allora una volta tanto pare che la ragione abbia vinto.
    Il giardino non si vende più.
    Lo gestirà la vicina scuola come aula didattica all'aperto.
    Non sarebbe il caso di festeggiare...

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  4. Gian Luca Baldrati18 ottobre 2012 14:39

    Sarebbe anche il caso di dare una mano alla preside della scuola, visto che il problema l'ha risolto lei.

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  5. angelo Ravaglia7 gennaio 2013 03:26

    Occorre piantare ancora qualche albero significativo:il mandorlo poichè fiorisce a primavera prima di tutti, il sorbo ed il caco poichè sono gli ultimi frutti dell'autunno inverno.
    il concetto della circolarità delle stagioni è un valore fondamentale da acquisire: vale anche per gli adulti, per il suo alto valore simbolico.
    Quindi, frutti dimenticati e passaggio delle stagioni,quale migliore aula didattica?
    Anche la musica classica potrebbe aiutare: ad gni passaggio di stagione, un pccolo concerto di Vivaldi tratto dalle 4 Stagioni con gli allievi della scuola Malerbi, per esempio.

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