martedì 9 marzo 2010

Quali biomasse?

Periodicamente, all’incirca ogni 15 giorni, una flotta di camion-cisterna,che trasportano olio di palma proveniente dal porto di Ravenna, attraversano Bagnacavallo in direzione stabilimento Unigrà di Lavezzola ( anche nelle ore notturne, pur essendo proibito) e sfilano per via Sant’Andrea, che collega San Potito a Cà di Lugo.

I camion si muovono in gruppi di tre unità ogni quindici minuti per circa venti ore per un totale di 300 camion al giorno, evidentemente collegati alle esigenze di svuotamento delle navi cisterna ancorate al porto di Ravenna.

Via Sant’Andrea, pur essendo classificata strada provinciale, è molto stretta e trafficata tanto da aver richiesto l’installazione di un autovelox, recentemente rimosso. Perché?

Soprattutto, ci si chiede perché i camion non procedano da Ravenna utilizzando la statale Adriatica ( cosiddetta via Reale) in direzione Lavezzola.

Si ricorda che da sempre i Verdi auspicano e richiedono il collegamento ferroviario dell’Unigrà con la stazione di Lavezzola tramite un’ apposita bretella, a suo tempo promessa e garantita dagli attuali amministratori, come “conditio sine qua non” per l’avviamento della centrale ad olio di palma, il cui trasporto dovrebbe avvenire solo su ferrovia.

Non realizzandosi questa condizione, i nodi arrivano al pettine: ora i disagi sono pagati dai cittadini residenti lungo le strade, in particolare la via Sant’Andrea, in termini di inquinamento ambientale, acustico e sicurezza stradale.

Verdi Lugo

4 commenti:

  1. tipica mentalita' .. italiana... bene respirate aria pura senza questi camion ? ne dubito ma se anche fosse poi non lamentatevi se manca lavoro .. e se le aziente chiudono ... non lamentatevi ...

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  2. Gian Luca Baldrati26 maggio 2010 07:07

    Ma che razza di discorso!
    Un imprenditore vuole costruire un'azienda chimica al centro della città? Facciamoglielo fare, tanto crea posti di lavoro!
    Ora, prima di andare in ufficio, esco di casa, vado in piazza e prendo a sprangate tutti quelli che incontro.
    Così avrò creato un po' di lavoro per gli ospedali, per chi vende delle bende e, magari, anche per i becchini.
    Creare posti di lavoro non fa diventare qualsiasi cosa santa e benedetta!
    Anche incentivare i pannelli fotovoltaici e il rendimento energetico degli edifici ha creato posti di lavoro (e parecchi anche!), ma con un impatto decisamente minore.
    Nel 1987, con il Raporto Brundtland, nacque il concetto di sviluppo sostenibile. Purtroppo pochi hanno capito di cosa si tratti.

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  3. .. be' espempio .. assurdo ... qui .. di certo no si parla della stessa cosa .. qui non si fa male a nessuno .. si fanno lavorare di piu' i contadini .. della zona .. per il mais .. e trasporti .. per l'olio .. a parte qualche tir in giro ... il disturbo e' minimo .. considerando che non ce' inquinamento nella lavorazione ne' tanto meno materiale di scarto .. in quanto i liquami rimasti dalla lavorazione si usano come fertilizzanti .. per i campi ..

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  4. Gian Luca Baldrati28 maggio 2010 05:10

    C'è qualcosa che non quadra.
    L'articolo che hai commentato parla dei camion che trasportano l'olio che serve per far funzionare i motori diesel della centrale Unigrà.
    Quell'olio deriva da palme da olio coltivate in aree tropicali distanti migliaia e migliaia chilometri da noi in zone dove prima c'erano delle foreste vergini e che sono state allo scopo disboscate.
    Poi l'olio arriva in Italia, al porto di Ravenna, viene caricato su dei camion, arriva a Lavezzola e qui bruciato nei motori.
    I prodotti di scarto non vengono utilizzati per fertilizzare i campi, perché l'olio viene bruciato tutto. Dai motori escono dei fumi che vengono, dopo i necessari trattamenti, rilasciati nell'aria.
    Quest'impianto, quindi, non fa lavorare di più i nostri contadini! Semmai lavorano gli operai dell'impianto.
    Diverso sarebbe il biodigestore di Fusignano, dove, in effetti, si utilizzerebbe mais proveniente da coltivazioni anche locali.
    Poi rimane inaccettabile che si coltivi per bruciare e fare dell'energia e non si coltivi per mangiare, visto che abbiamo l'autosufficienza energetica, ma non quella alimentare!

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