mercoledì 28 settembre 2011

Conselice: in arrivo le ceneri degli inceneritori

E' stato presentato in Regione un progetto per il recupero delle scorie degli inceneritori di rifiuti da parte di Officina dell'Ambiente S.p.A., che prevede la costruzione di un impianto di trattamento a Conselice (RA), nell'area oggi occupata dal colorificio ceramico Endeka S.p.A. L'impianto, identico a quello già avviato da Officina dell'Ambiente a Lomello (PV), dovrà trattare le ceneri degli inceneritori di HERA, per trasformarle in Matrix, un prodotto utilizzabile nella produzione di cemento e altri prodotti per l'edilizia. I rifiuti consisteranno in ceneri pesanti contenenti anche sostanze pericolose.


L'impianto, che avrà una potenzialità di trattamento delle ceneri di 250.000 t/anno, pari a circa 833 tonnellate di ceneri conferite al giorno, comporterà la movimentazione di 53 autocarri al giorno (28 in ingresso e 25 in uscita), corrispondenti a una media di più di 13 veicoli l'ora. Sono state inoltre calcolate delle emissioni in atmosfera di polveri sottili, PM10, derivanti dai filtri a maniche degli impianti, dal movimento dei mezzi, dall'erosione del vento del materiale in deposito e dalla movimentazione del prodotto finito pari a più di 2 kg/h.


Le ceneri, a seconda della granulometria, verranno sottoposte a vagliatura, lavaggio, macinazione, triturazione ed estrazione di metalli, per giungere alla produzione del Matrix.


Si tratta, quindi, di un impianto che, malgrado la relativa semplicità degli interventi di trattamento, unicamente meccanici, avrà un impatto sul territorio e sull'ambiente circostanti, anche se il P.R.Q.A., Piano di Risanamento della Qualità dell'Aria della Provincia di Ravenna, prevede che non sia possibile andare a peggiorare una qualità dell'aria già fortemente compromessa. Malgrado ciò, nel progetto presentato, non sono previsti interventi compensativi per gli impatti ambientali prodotti.


Resta inoltre un forte dubbio. Le scorie anche pericolose trattate dall'impianto si trasformeranno, per l'81% in prodotto finito non pericoloso, per il 10% in umidità evaporata e per il 9% (ben 22.500 t l'anno) in rifiuti non pericolosi, prodotti dal processo stesso. Dove finiscono, quindi, i materiali pericolosi che entrano nell'impianto? I dati di letteratura dimostrano, infatti, che le scorie degli inceneritori contengono metalli e altri composti estremamente tossici e, in alcuni casi, cancerogeni, che non possono essere eliminati con semplici processi di triturazione e vagliatura!


Ci si chiede, infine, se l'obiettivo sia, come dovrebbe essere, aumentare la raccolta differenziata e nel contempo diminuire la produzione dei rifiuti, in modo da dismettere gradualmente gli inceneritori a mano a mano che diventano obsoleti e diminuire la potenza dei restanti, oppure investire sempre di più in questa tecnologia inquinante e pericolosa per la salute.



Gian Luca Baldrati

30 commenti:

  1. Gian Luca Baldrati, non credo che la tua vera professione sia quella di giornalista, credo che tu rappresenti al meglio la disinformazione italiana.
    ti inviterei a documentarti prima di scrivere articoli falsi e imprecisi a livelli realmente "tossici".

    viva la libera informazione

    RispondiElimina
  2. Gian Luca Baldrati7 febbraio 2014 01:23

    Non sono un giornalista, né mai ho affermato di esserlo. Sono un attivista di un partito politico e scrivo sul sito del partito politico di cui faccio parte.
    TUTTE le informazioni contenute in questo post, pubblicato il 28 settembre 2011, sono tratte dal progetto presentato ai tempi da Officina Ambiente SpA e liberamente consultabile. Progetto che io lessi più volte dalla prima all'ultima riga.
    I dubbi che espressi in quel post contribuii a scriverli anche nelle osservazioni al progetto che elaborai insieme ai Verdi della Provincia di Ravenna e che presentammo alla Regione Emilia-Romagna.
    La Regione, con delle motivazioni che, in alcuni casi, erano le stesse contenute nelle osservazioni, bocciò il progetto, tanto è vero che il progetto di cui oggi si sta discutendo (e che, invece, è stato approvato) è un altro.
    Pertanto, per cortesia, quando scrivi che l'articolo è falso è impreciso e che non mi sono documentato, a cosa ti riferisci? Quali sarebbero i dati riportati sbagliati?

    RispondiElimina
  3. Giornalista e' chi scrive su un giornale
    Non chi è iscritto ad un ordine di tipo medievale
    Una casta privilegiata ed intoccabile da abolire.
    Quindi Gianluca è di fatto un giornalista
    Meglio di tanti velina ri
    O pennivendoli
    O iene dattilografe
    O lanciatori di merda
    O macchina del fango
    Oggi in Italia i veri giornalisti sono pochi

    RispondiElimina
  4. Carissimo Giovanni, non so chi tua sia, comunque dacci tu la tua libera, precisa e non tossica informazione in merito alla questione.

    RispondiElimina
  5. Ho avuto la possibilità di conoscere bene le caratteristiche di questa azienda, all'università di architettura di genova hanno tenuto una Convention dove ci hanno spiegato il suo funzionamento.
    Innanzitutto la particolarità di ODA è che è un impianto senza emissioni di co2, quindi tutto quello detto riguardo alle polveri sottili e pm10 non è vero.
    Non calcolando ovviamente alcuni veicoli presenti all'interno dell'impianto.
    i pm10 escono solo dai camini attivi, forni e cementiere.
    La cenere spenta in acqua non ha alcun pm10 all'interno.
    la cenere viene spenta in acqua a fine ciclo proprio per impedire le emissioni di co2 e pm10.

    non c'è nessuna differenza tra un rifiuto "pericoloso" e "non pericoloso" per quanto riguarda questo tipo di ceneri.
    é un rifiuti già bruciato in precedenza all'interno dell' inceneritore come lei ben saprà.
    sono anche io a favore dello spegnimento degli inceneritori, ma cosa bisogna farne delle ceneri?
    le depositiamo sotto terra? in acqua? facciamo finta che non esistano?
    non credo che il problema dei rifiuti in italia sia da abbinare a questa società, anzi..
    le scorie vengono trattate senza l'utilizzo di prodotti chimici, solo con macchinari industriali.
    è un'impianto che ha un'impatto ambientale minimo, lo testimonia l'EPD che Oda è riuscito ad ottenere.
    credo che il suo articolo sia ingigantito e ricco di imprecisioni.
    abbiamo un problema di rifiuti in italia enorme e voi state a inventare strane storie su uno dei pochi impianti che in Italia fa un vero lavoro ecologico.
    tutte le tonnellate di scorie da lei citate precedentemente vengono smaltite al 100% (tranne gli incombusti che vengono rimandati al forno inceneritore), e riutilizzate in costruzioni edili.

    condivido il "problema" dell'elevato numero di camion, nient'altro.
    ma questa è la mia umile opinione:
    la rinvito ad accertarsi riguardo alle emissioni di PM10 e polveri sottili.
    con disinformazione intendo questo.

    saluti

    RispondiElimina
  6. piero delcaratore7 febbraio 2014 13:18

    Salve a tutti,

    ho visto un impianto identico a quello di cui state parlando, anzi forse più' vecchio, era nel 2002.
    Ha ragione Giovanni.
    Questo tipo di impianti, di cui e' piena l'europa, riciclano il 100% di quello che entra.
    Non conosco l'impianto di cui parlate perché' non l'ho mai visto, ma credo che ormai quel tipo di tecnologia sia più' che assodata.
    Mi fa strano che in un blog di ecologisti venga attaccato uno dei pochi impianti che ricicla veramente mentre leggiamo sui giornali che mafia e politica ci hanno riempito il sottosuolo di casa con rifiuti ben più' tossici di ceneri esauste che sono inerti.
    Vi consiglio di informarvi bene prima di sparare a zero su cose che nemmeno conoscete.
    Almeno andate a vedere qualche impianto simile per farvi un'idea.
    In questo paese, ormai alla frutta, chiunque tenti di fare qualcosa per dare lavoro o per risolvere un problema sociale in modo intelligente viene attaccato.
    Lottate per spegnere gli inceneritori e far fare la differenziata, che credo risolverebbe di fatto anche il problema delle ceneri, se davvero di problema si tratta o se, anche voi, ecologisti e civici, attaccate solo le iniziative senza combattere realmente chi ci avvelena.
    La politica corrotta e la collusione con la mafia.
    Io di rifiuto so poco, ma quel poco lo so per esperienza diretta, e vi posso assicurare che solo una piccola parte dei rifiuti prodotti in italia seguono i corretti canali di smaltimento.
    Tutti gli altri ce li abbiamo noi sotto il sedere.
    Perche' non fate casino perche' anche questi seguano le corrette procedure ?
    Ci sarebbe tanto da fare...se solo si facesse quello che serve veramente
    saluti a tutti
    piero

    RispondiElimina
  7. Gian Luca Baldrati7 febbraio 2014 14:05

    Giovanni e Piero, forse non mi sono spiegato.
    Le informazioni che ho riportato LE HO PRESE DAL PROGETTO PRESENTATO DA OFFICINA DELL'AMBIENTE!!!
    Non sono dati immaginati da me, ma dati dell'azienda!
    Le ceneri non sono bagnate in tutti i passaggi e le polveri vengono emesse non dai camion, ma dalla lavorazione. Cosa c'entrano le emissioni di CO2 con le emissioni di polveri? La CO2 è un gas, le polveri sono solidi. Visto che qui non c'è combustione, la non emissione della prima non ha nulla a che vedere con l'emissione delle seconde.
    Non ho ingigantito nulla, né riportato imprecisioni.
    E' vero, non sono un giornalista, ma sono laureato in scienze ambientali e mi occupo, professionalmente, di ambiente e sicurezza. Io non so se voi conosciate l'argomento di cui stiamo parlando. Io sicuramente sì, per cui, prima di sparare offese e illazioni fareste meglio a informarvi voi.
    Anche la frase "non c’è nessuna differenza tra un rifiuto pericoloso e non pericoloso per quanto riguarda questo tipo di ceneri" mi fa intuire che, forse, avreste bisogno di un po' di ripasso di fondamenti.
    Già prima che mi laureassi (2004) iniziavano le critiche verso questo tipo di impianti per la loro pericolosità.
    Caro Piero, cosa ne sai di quali siano le nostre battaglie? In base a cosa sostieni che non combattiamo chi veramente ci avvelena? Mi conosci? Conosci tutte le battaglie che ho fatto e sto facendo?

    RispondiElimina
  8. Messaggio da parte dell'amministratore del sito.
    I commenti di "giovanni" e "piero delcaratore" risulano provenire dalla stessa email che sospetto essere inesistente. Così come il cognome delcaratore.
    Questo è il primo avviso.

    RispondiElimina
  9. Caro gian luca
    io mi riferivo al fatto che questo tipo di impianti, se a norma, non ha alcuna emissione di CO2, e quindi un leggerissimo impatto ambientale, rispetto a moltissimi altri impianti industriali.

    Mi puoi gentilmente dire a che cosa ti riferisci quando parli di "pericolosità"?
    grazie.

    cosa significa che è il primo avviso?
    non si può scrivere un commento dallo stesso computer?

    RispondiElimina
  10. Gian Luca Baldrati7 febbraio 2014 14:49

    Infatti io nell'articolo non ho mai parlato di CO2, ne hai parlato tu nel tuo intervento.
    L'emissione di 2 kg/h di PM10 è un dato calcolato dalla ditta per l'impianto proposto.
    Non c'è nessun impatto per quanto riguarda la CO2, ma c'è per le PM10. E in base alla pianificazione provinciale questo tipo di impatto deve essere compensato. Compensazione che non compariva in quel progetto.
    Anche per quanto riguarda la "pericolosità", che tu continui a scrivere fra virgolette, non sono io a definire cosa sia pericoloso oppure no e nemmeno tu. E nemmeno Officina dell'Ambiente. I rifiuti sono classificati in base alla loro pericolosità dal Testo Unico dell'Ambiente, D.Lgs. 152/2006. I rifiuti in ingresso a quell'impianto sono pericolosi, perché classificati pericolosi. E vengono classificati in questo modo, perché i dati di letteratura ci dicono che contengono sostanze pericolose. Cos'è che non è chiaro?

    RispondiElimina
  11. Gian Luca Baldrati7 febbraio 2014 14:54

    E poi, RIPETO, il progetto cui fa riferimento questo articolo del 2011 che, secondo voi, io riporto in maniera errata per farlo sembrare sbagliato, E' STATO BOCCIATO!

    RispondiElimina
  12. per quanto ne so le scorie da inceneritore sono classificate come rifiuti "non pericolosi".
    per quello mi domandavo perché li chiami "pericolosi".

    RispondiElimina
  13. In Italia le ceneri pesanti vengono definite come “rifiuti speciali non pericolosi” e vengono identificate tramite il codice CER 190112. Il DLgs 152/06 (modificato con il DLgs 4/08) prevede l’emanazione di norme tecniche che definiscano le procedure per la gestione/recupero di tali residui; in attesa dell’emanazione di tali norme il testo di riferimento è il DM 05/02/98 (emanato in attuazione del DLgs 22/97). Il DM prevede che le scorie possano essere utilizzate tal quali nel processo produttivo senza l’effettuazione preventiva del test di cessione, quando vengono utilizzate nei cementifici, nella produzione di conglomerati cementizi e nell’industria dei laterizi e dell’argilla espansa, mentre viene richiesto il test di cessione qualora vengano utilizzate per la realizzazione di rilevati, sottofondi stradali e recuperi ambientali.


    fonte: http://rsaonline.arpa.piemonte.it/rsa2009/rapporto_2009/index898e.html?option=com_content&

    RispondiElimina
  14. Caro Giovanni, o portavoce di Hera o dell'arpa o di non so cos'altro, leggi bene le sostanze contenute nel materiale "riciclato", ci sono una gran varietà di sostanze tossiche, ed è tutto documentato e dichiarato dalla ditta. Queste polveri verranno disperse inevitabilmente nrll'ambiente, e ció che verrá generato con essi ('riciclato') diventerà a sua volta tossico. Bel riciclo!!!!

    RispondiElimina
  15. Gian Luca Baldrati8 febbraio 2014 01:09

    Giovanni, nel progetto Officina dell’Ambiente ha dichiarato che tratterà anche rifiuti con questo codice: 19 01 11.
    Tale codice corrisponde a “ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose”
    I codici, chiamati anche CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) sono in vigore dal 2002.
    Lo ha dichiarato la ditta, non io. E se la ditta dichiara che utilizzerà rifiuti pericolosi, perché se io lo scrivo faccio disinformazione?
    L’impianto identico cui fate riferimento fu approvato prima del 2002, quando era in vigore una classificazione dei rifiuti diversa e quegli stessi rifiuti venivano classificati come non pericolosi.
    Però, evidentemente l’evoluzione della scienza e della tecnica ha portato a ritenere quei rifiuti pericolosi. E’ vero che sono gli stessi rifiuti di prima, ma non è che si può far valere la vecchia classificazione perché la si ritiene più conveniente ai propri interessi.
    Questa è la tesi della ditta, che noi abbiamo più volte messo in dubbio con le osservazioni. E a questa eccezione non abbiamo avuto risposta.
    Non è che lavori per la ditta? O per Hera?
    E’ un po’ come se uno scrivesse che l’amianto un tempo non era considerato pericoloso, mentre adesso sì, ma la sostanza è sempre la stessa. Quindi perché non utilizzarlo?

    RispondiElimina
  16. Caro Giovanni, dovresti informarti bene prima di tacciar altri di disinformazione. Da quel che scrivi si evince che del progetto ne parli forse solo per sentito dire. Certo scartabellare le centinaia degli elaborati del progetto è cosa impegnativa, ma Gianluca ed io lo abbiamo fatto.Se tu lo avessi fatto sapresti che i rifiuti da trattare, provenienti dall'incenerimento di RSU, in base al DM 205/2010 non sono più stati classificati tutti come "non pericolosi" ( codice CER 190112 ), ma in parte anche "pericolosi" ( codice CER 190111 ) e che OdA dichiara di trattare entrambi nella misura di 62.500 t/anno di rifiuti pericolosi su un totale di 250.000 t/a. Sapresti che OdA si sottrae al problema di questa nuova classificazione, scavalcando la normativa ed affermando trattarsi di una classifcazione puramente formale e giuridica (questa si fa le leggi a proprio uso e consumo). Sapresti anche che OdA stessa dichiara che il matrix contiene fra l'altro IPA, diossine, furani, arsenico, cromo, cromo esavalente, cadmio, piombo, antimonio etc. Se tu poi ti fossi letto anche il DM 205/2010 sapresti che la " declassificazione da rifiuto pericoloso a rifiuto non pericoloso non può essere ottenuta mediante una diluizione o una miscelazione del rifiuto che comporti una riduzione delle concentrazioni inziali di sostanze pericolose sotto le soglie che definiscono il carattere di pericolosità del rifiuto" (ART.11, comma-ter D.LGS 205/2010), in parole miscelando un rifiuto pericoloso con uno non pericoloso tutta la massa viene classificata rifiuto pericoloso e nel DM 12/06/2002 n.161 e smi, non è contemplata la possibilità di recuperare rifiuti pericolosi ai fini della produzione di materiale per l'edilizia. Ti dirò di più, il problema delle ceneri nasce dalla politiche di HERA volte, più che al contenimento della produzione dei rifiuti e al loro riciclaggio, al loro incenerimento perché ci sono i famosi CIP6, finanziamenti che equiparando i rifiuti urbani a fonti cosidette rinnovali sovvenziona la produzione di energia elettrica da incenerimento rifiuti, ragion per cui la CE per ben due volte, nel 2003 e 2004, ha emesso procedura di infrazione contro l'Italia. Il costo di smaltimento in discarica delle scorie da incenerimento sarebbe elevato (HERA deve produrre dividendi per gli azionisti), scarsa sarebbe poi la disponibilità di tali siti., per cui sceglie di scaricare tutti i costi ambientali, e di salute sula cittadinanza inerme e disinformata, scusami, come te. In un recente studio sulla biotossicità ( fonte Medicina Democratica 27/01/2013), è stata dimostrata anche una evidente biotossicità acuta indotta da scorie classificate come " non pericolose. Infine se tu fossi stato attento avresti anche visto che i Verdi sono stati sempre e da tempi non sospetti in prima linea contro la politica di incenerimento dei rifiuti, per una gestione volta invece alla loro riduzione, al riuso, al riciclo, attraverso la raccolta porta a porta e tariffa puntuale, l'unica atta a decrementare produzione rifiuti, aumentare la differenziata e diminuire i costi. Quando ti sarai informato, e dovrebbero passare diversi giorni visto il malloppo del progetto OdA e delle norme in merito, possiamo risentirci e discuterne.

    " Tiresia tu ci vedi, ma pur vedendoci non vedi"

    Con affetto

    Luciano Lama

    RispondiElimina
  17. Mi piacciono tutte queste disertazioni sulla pericolosità di ODA, certo sarebbe meglio se non ci fosse, se non ci fosse stato nemmeno il colorificio ceramico, se non ci fosse l'Unigrà e nemmeno la sua centrale, se la cooperativa non avesse fatto il biodigestore e se le campagne non fossero disseminate in modo irrazionale e confuso di "specchi". Se l'uomo non producesse rifiuti e se potessimo fare a meno dell'energia sarebbe bello; purtroppo tutto questo non'è possibile!!!!!
    Ho letto per caso una marea di considerazioni e non vorei difendere certamente ODA, vorrei invece potermi fidare delle istituzioni, intendo non i politici ma gli uffici e gli specialisti che sono preposti alla verifica della sostenibilità di un insediamento, perchè di SOSTENIBILITA' dobbiamo parlare in tutte le sue forme. Oppure pensate che tutti questi siano incapaci o corrotti? perchè se fosse cosìì dovremmo rifare tante cose.

    RispondiElimina
  18. Noi non accusiamo nessuno di essere incapace o corrotto, non ci permetteremmo mai senza averne le prove.
    Noi riteniamo che questo progetto sia stato approvato in violazione di alcune norme che tutelano la salute del cittadino (in particolare il DM 205/2010). Per cui ci muoveremo affinché tali norme vengano rispettate.
    Un'altra discussione, invece, è sulla scelta del tipo di sviluppo che si vuole perseguire.
    Noi credimo che si debba arrivare a una riduzione drastica dell'attuale quantitativo di rifiuti prodotti. Il nostro non è un sogno utopico, perché le strategie esistono e dove sono state intraprese, in Italia e in Europa, i risultati sono stati raggiunti. Creare un business sull'incenerimento dei rifiuti (e anche sullo sfruttamento delle scorie degli inceneritori) è qualcosa che va nella direzione opposta, perché più questo sistema si amplia, più improbabioe diventa la riduzione dei rifiuti prodotti.

    RispondiElimina
  19. Quindi, se non ho capito male, si pensa che le norme del SISTRI non siano state rispettate.
    Poichè il decreto è un bel malloppo di articoli che riguardano anche modiche di altre norme, è possibile sapere (da voi che vi dichiarate esperti) quale di questi sia stato violato? Così tanto per fare chiarezza !
    Non vorrei mai però che si trattasse solo di principi, perchè anche se sono daccordo sulla eliminazione progressiva dei termovalorizzatori, non mi pare che la conclusione di un procedimento tecnico quale è una VIA sia la sede corretta per discutere un argomento di carattere generale così importante.
    Se si è sicuri che vi stata una violazione di norme occorre individuare il responsabile e di conseguenza si scende nel penale, perchè diversi entii hanno dato il loro parere che è di carattere tecnico e che deve essere basato sul rispetto delle Leggi.

    RispondiElimina
  20. Gian Luca Baldrati13 febbraio 2014 14:44

    Potrei ripetere quanto scritto la Luciano Lama nell'intervento del 08/02/2014 delle ore 12:51 (4 interventi sopra questo).
    Oppure quanto scritto nelle osservazioni che abbiamo presentato, recuperabili anche qui: http://www.verdilugo.it/2014/dati-e-informazioni-sullimpianto-di-smaltimento-ceneri-degli-inceneritori-di-conselice/
    "Noi riteniamo" non significa ovviamente che siamo possessori della verità assoluta.
    Comunque sì, se c'è stata una violazione di norme, occorre scendere nel penale. Grazie per il suggerimento, comuqnue ci avevamo già pensato.
    Sui principi ovviamente si dovrebbe fare una discussione politica sugli inceneritori (che, una volta per tutte, ci starebbe) e, concordo con danilo, non va fatta dentro il procedimento di VIA.

    RispondiElimina
  21. Ma caro Danilo, io mi chiedo dove tu stia vivendo. Se tu ad esempio avessi seguito il procedimento di VIA della centrale Unigrà di Conselice ne avresti tratto insegnamento illuminante su questi iter procedurali. L'Unigrà aveva raccontato la barzelletta di essere in grado di abbattere l'80% delle polveri ultrafini, quando tutta la bibliografie esistente diceva che ciò era impossibile, come lo disse il caro Marco Stevanin dello Studio Terra a cui affidammo la perizia per il ricorso al Tar. Tutti quelli deputati a valutare il progetto credettero alla barzelletta, o fecero finta di crederci, dato che bisognava dimostrare che l'impatto della centrale sarebbe stato zero. Ma con poca perizia, o tanta malafede, fecero i conti prima dell'oste infatti appena la centrale si mise a funzionare, si resero conto che i conti da loro fatti a tavolino non stavano in piedi ed allora rimediarono prontamente aumentando del 450% le emissioni. Sulla serietà di chi è poi deputato sempre a queste valutazioni, ti racconterò un'altra storiella. Una delle prescrizioni vincolanti date dalla Regione per la realizzazione della centrale era che venisse realizzato un binario ferroviario per il trasporto dell'olio dal Porto di Ravenna alla centrale entro il 31 ottobre 2009. I tempi non sono stati rispettati, a tutt'oggi i lavori devono ancora iniziare, e a mia specifica domanda al responsabile regionale per la VIA del progetto, il sopracitato così mi rispose: "non si può pretendere il rispetto di una prescrizione se la realizzazione di tale prescrizione non dipende dal soggetto a cui è stata prescritta, ma da un soggetto terzo, quindi la prescrizione non è una prescrizione , ma un auspicio". Incapacità o malafede. Quello che ti ho raccontato non è un film è la realtà. Tornando alle nostre ceneri, cosa mi dici della serietà di una Conferenza dei Servizi che valuta un progetto con forti rischi medico sanitari senza che su ciò si esprima chi dovrebbe essere competente in materia, cioè l'AUSL, forse l'unica, per deontologia professionale, meno incline a logiche politico affaristiche?

    Con affetto Luciano

    RispondiElimina
  22. Caro Luciano, apprezzo tutte le battaglie per salvaguardare l'ambiente e conseguentemente la nostra salute, per fortuna c'è stato chi si è impegnato e impegna il suo tempo per questo, fa bene alla società e fa bene a tutti.
    Dico solo però che le storie non bisogna adattarle al proprio pensiero, occorre stare nella realtà e sopratutto tenere conto del pensiero e delle competenze di chi a vario titolo è deputato alla tutela e al rispetto delle Leggi.
    Ne ho sentite di tutte, da chi dice che si brucia la cenere, a che pensa che si potrebbe tutti morire, che il trafico indotto sarà insopportabile e tanto altro, tutto frutto di una non conoscenza del problema (non dico tu) e di un approccio strumetale (forse è del caso ricordare che siamo in periodo pre elettorale) con una esternalizzazione di imformazioni non del tutto aderenti alla realtà.
    Le storielle dette, meriterebbero considerazioni che non mi sento di fare, dico solo come ho già detto che se tutto questo è nato da una valutazione dolosa o colposa di qualche soggetto che è deputato alla verifica e al controllo del progetto, è necessario fare una specifica denuncia nel penale alla Magistratura, direi che sia un dovere del cittadino.
    Non è possibile sempre pensare che le istituzioni siano incompetenti o ancor peggio colluse, perchè questo è il messaggio che passa al cittadino.
    Quindi se sei sicuro che sia stata violata la Legge colposamente o dolosamente, ti invito a metterci la faccia e sporgi denuncia, se non si è sicuri forse prima o poi sarebbe meglio fermarsi.
    Quanto "all'auspicio" della ferrovia dell'Unigrà penso che si tratti di incompetenza di chi l'ha prescritta perchè non ne conosce i tempi e le modalità autorizzative, ma sopratutto per non aver condizionato l'avvio della centrale alla esecuzione dell'opera (ovviamente in questo caso chi la prescrive dovrebbe anche agevolare la pratica di esecuzione, purtroppo siamo in italia e dico tutto).
    Mi sono dilungato anche troppo e credo di averti fatto capire come la penso.
    Con stima e affetto
    Danilo

    RispondiElimina
  23. ho trovato su internet un lavoro di legambiente del 2012 che avvalla decisamente il progetto ODA ma allora quella richiesta di smentita ?
    guardate un po questo pdf ?

    http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/innovazione_sostenibilita_inedilizia_2012.pdf

    RispondiElimina
  24. Gian Luca Baldrati25 febbraio 2014 14:17

    @Danilo
    L'esempio del raccordo ferroviario di Unigrà è chiaro. Noi dobbiamo fidarci degli enti preposti. Però in quel caso qualcuno sbagliò. Era una prescrizione inattuabile? Allora non dovevano metterla. E' stata pensata e gestita male? Dovevano saperlo che la realizzazione del raccordo non dipendeva solo dalla ditta.
    Per il Matrix noi nelle osservazioni abbiamo chiesto una spiegazione molto semplice: dato che in ingresso all'impianto ci sono dei rifiuti pericolosi, che vengono classificati come tali in quanto contengono sostante pericolose, come mai semplicemente tritandoli e vagliandoli (quindi tutti procedimenti meccanici), il prodotto finale non è pericoloso?
    A questa domanda una risposta non è mai stata data.

    @Roberto Rossi
    Interessante quel documento di Legambiente.
    Tra l'altro a pagina 68 cita, fra i prodotti da riutilizzare, la loppa dell'altoforno e la pula di riso, però poi nelle schede dei prodotti a pagina 72 mette il Matrix. L'unico neo del prodotto che risulta in quel documento è che il Matrix rimane legato alla quantità di incenerimento. Cioè, detto male, significa che per avere questo tipo di prodotto è necessario continuare a incenerire.
    C'è un però.
    A pagina 77 e 78 si parla della sicurezza dei prodotti.
    Si legge che i materiali riciclati (come il Matrix appunto) non comportano rischi sul lavoro " a patto che sia controllata la fase di differenziazione del rifiuto, per evitare la presenza, al loro interno, di sostanze tossiche o pericolose"
    Poi a pagina 83 c'è una scheda che analizza la pericolosità del Matrix, nella quale si legge: "Ottenuto da un trattamento specifico di rifiuti non pericolosi di matrice inorganica, costituiti da ceneri pesanti provenienti da processi di termovalizzazione di rifiuti solidi urbani. I rifiuti, dopo trattamenti di frantumazione e comminuzione, vagliatura, deferrizzazione e demetallizzazione assumono l’aspetto di una sabbia"
    Ecco il nodo.
    Il Matrix è un prodotto non pericolo se ottenuto dal trattamento di rifiuti non pericolosi.
    Nell'impianto di Conselice ci saranno in ingresso anche rifiuti pericolosi!

    RispondiElimina
  25. @Danilo
    Salve,
    basta leggere la VIA per affermare che il traffico sarà insostenibile (inevitabile con quasi 80 camion al giorno con le infrastrutture del posto e che passano praticamente in centri abitati!!) e che saranno lavorate sostanze tossiche pericolose di cui è scientificamente provata la nocività e tossicità sulla salute. Per quel che mi riguarda, tutto ciò è più che sufficiente!
    Le "spiegazioni" al riguardo gentilmente offerte da ODA le ritengo quasi un insulto all'intelligenza di chiunque.

    RispondiElimina
  26. Io inviterei tutti a non essere troppo precipitosi nelle affermazioni sulla pericolosità perchè si rischia una caccia alle streghe da esiti incerti.
    Potrei dire ad es che l'agricoltura tradizionale è una fonte di alto inquinamento lo sanno tutti ma nessuno lo dice; non potremmo coltivare tutto con la bio (il mondo ha anche fame e bisogna prenderne atto) come il mondo ha sempre più bisogno di energia e tolto il nucleare come la facciamo???? Non possiamo farla fare agli altri e noi acqustarla a che prezzi poi!!
    Allo stesso tempo produciamo rifiuti e prima di eliminarli sapete quanto tempo passerà? Nel frattempo avete una idea che non sia una utopia? Cerrto la teoria napoletana di produrre rifiuti e di smaltirli a casa di altri non puo essere sostenibile a meeno che non diventiamo tutti napoletani o ragionamo alla maniera di chi cia ha governato negli ultimi decenni.
    Ecco una idea forse banale ve la io, perchè non analizzare il matrix e se risultasse scientificamente così pericoloso così come lo è la "materia prima" allora tutti i discorsi assumeranno un taglio diverso.
    Sia chiaro che il mio pensiero non'è quello di difendere ODA nè il prodotto ma nemmeno tacciare tutti per incapaco o corrotti come state cercando di incanalare la discussione LO RITENGO FORTEMENTE SBAGLIATO.
    Mi piacerebbe che la discussione e l'analisi fosse incardinata su dati scientifici provati non di parte, come non condivido il metodo perchè mi sembre proprio strumentalmente "elettorale".
    Salutoi a tutti

    RispondiElimina
  27. Gian Luca Baldrati2 marzo 2014 07:29

    @Danilo
    Si potrebbe verificare il parere che l'AUSL ha fornito all'interno della Conferenza dei Servizi. L'AUSL si sarà poi preoccupata della pericolosità dei rifiuti e dei prodotti no?
    Ah, già, dimenticavo, che sbadato, l'AUSL non ha partecipato alla Conferenza del Servizi.
    Come mai?

    RispondiElimina
  28. Il fatto che l'USL non avesse partecipato alla conferenzi di servizio mi pareva strano!!!
    Ho fatto un po di indagini, mi sono procurato i fogli presenze ed è risultato che il delegato dell'AUSL era presente in due sedute, che ha potuto esaminare il progetto e farsene una idea. Non era invece presente nell'ultima del 27 luglio ma se aveva qualcosa da rilevare lo avrebbe scritto come hanno fatto tutti gli altri partecipanti.
    Con questo non voglio dire che respirare polveri tossiche sia salutare, non ci vuole un oncologo per capirlo, dico solo che l'AUSL non ha fatto rilevare particolari rischi per la salute generale.
    Fossi in voi mi preoccuperei molto di più di chi andrà a lavorare dentro lo stabilimento, nessuno ne ha parlato forse la salute di diverse persone (e penso saranno tante che in in qualche modo ne verranno a contatto in maniera abituale) non fa notizia a meno che fra qualche anno non si scoprano poi malattie professionali (l'amianto dovrebbe insegnare).
    Vorrei fare solamente un appunto al mio caro amico Luciano; ma perchè dopo aver fatto le sue DOVEROSE E UTILI OSSERVAZIONI ( e di questo dobbiamo ringraziarlo anche per il tempo che ci dedica) non'ha messo su tutto il casino che invece sta facendo ora? Forse è un po in ritardo o forse c'è qualcosa di elettorale in ballo?? Luciano se fossi stato in te lo avresti dovuto fare prima sicuramente sarebbe stato più utile a tutti.
    Chiedo scusa se sono franco, ma è quello che penso.

    RispondiElimina
  29. Gian Luca Baldrati3 marzo 2014 14:48

    Ho scritto velocemente che l'AUSL non ha partecipato alla Conferenza dei Servizi, ma non è corretto. L'AUSL non ha partecipato alla definizione degli atti autorizzativi, non avendo partecipato all'ultima seduta.
    Comunque Danilo, t'informi, ma non abbastanza.
    Ci stiamo preoccupando della salute dei lavoratori, tanto è vero che abbiamo presentato al riguardo un'interrogazione in Regione. Leggi qua:
    http://www.verdilugo.it/2014/impianto-trattamento-scorie-e-la-salubrita-dei-prodotti/

    Mi permetto anche di dare una risposta per Luciano.
    I primi articoli sul Matrix scritti dai Verdi comparvero il 30 settembre 2011 su "Il Resto del Carlino" e su "La Voce".
    Di diverso da oggi c'è il fatto che ai tempi nessuno se ne interessò e le nostre proteste caddero nel vuoto. Oggi, sicuramente troppo tardi, ma meglio che niente, c'è stata attenzione ed è sorto un comitato.

    RispondiElimina
  30. Caro Danilo, me presente in Consiglio comunale non ne è passata una senza che io puntualmente non intervenissi e che la gente non fosse informata, dalla centrale a merda di gallina, alla centrale Unigrà, alla porcilaia di S.Patrizio, questo per elencare solo le battaglie più importanti. Alle precedenti amministrative la gente non mi ha messo nella condizione di forza con una presenza in consiglio comunale, ha delegato qualcun altro a fare da presidio sul territorio ed il risultato si è visto. I consiglieri di opposizione, da Rifondazione all'IDV,se la sono dormita, non so se per incapacità o malafede, mentre i loro assessori di riferimento in Provincia, e per Rifondazione, come Federazione della Sinistra, anche in Regione votavano a favore di questo progetto. Nonostante questo, puntualmente io sono intervenuto sulla questione, tutte le osservazioni presentate in Regione portano il marchio del mio interessamento anche se firmate da altri, sono uscito con diversi comunicati stampa e già a fine 2010 (leggasi 2010) mettevo sul preavviso per l'arrivo di tale insediamento e a più riprese ho chiesto al Sindaco un' assemblea pubblica, ma non essere in Consiglio comunale si è notevolmente penalizzati, dall'accesso all'informazione, all'accesso agli atti, ai dinieghi di un Sindaco irresponsabile. Sono stato inascoltato, difficile salvare chi non vuol essere salvato perché pensa che stai gridando al lupo e che il lupo e solo frutto della tua immaginazione, deve sentire il morso della bestia sul polpaccio per rendersi conto del pericolo. Sei forse anche tu uno di quelli che pensano che avrei dovuto suonare al campanello di casa dei 4500 nuclei familiari del Comune di Conselice, che sarei dovuto entrare a viva forza nelle loro case e scuoterli dal loro torpore? No caro mio, ci vuole onestà intellettuale, e che questo serva di lezione. Come ho detto all'assemblea in teatro comunale, " la democrazia non esiste perché è stata scritta 70 anni fa in un pezzo di carta, ma vive nel momento in cui ognuno di noi partecipa alla cosa pubblica ".

    RispondiElimina