
Tale fusione va nella stessa direzione della precedente fusione con Acegas e Aps: una strategia "espansiva" da parte di Hera nel Nord-Est.
Tale strategia viene attuata senza mettere minimamente in discussione i presupposti su cui Hera si è caratterizzata in questi anni, ovvero una forma societaria privatistica, l'ingresso e il ruolo crescente da parte di privati, la quotazione in Borsa, una gestione senza una partecipazione delle cittadine e dei cittadini.
Peraltro, l'esito dell'operazione è ridurre il peso, all'interno della società, degli enti locali.
Oggi Hera si trova contemporaneamente ad essere proprietaria e gestrice di alcuni inceneritori e a gestire la raccolta differenziata in numerosi Comuni: com'è possibile pensare che, a queste condizioni, si possa andare realisticamente verso un incremento della raccolta differenziata a discapito del ben più profittevole incenerimento?