Visualizzazione post con etichetta Politica internazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica internazionale. Mostra tutti i post

domenica 10 febbraio 2019

Serata su cambiamenti climatici con Vittorio Marletto


Abbiamo ancora 12 anni di tempo, è ora di muoversi! Incontro pubblico a Lugo 
Gli esseri umani in questo momento sono un po’ come un ingenuo boscaiolo che se ne sta appollaiato sul ramo che sta segando, proprio dalla parte destinata a cadere. Intento com’è nel suo lavoro, non si rende conto del pericolo imminente da lui stesso causato.
Noi stiamo immettendo in atmosfera enormi quantità di sostanze climalteranti, la CO2 prima di tutte, e malgrado i moniti e gli appelli lanciati da anni dagli scienziati e i segnali che anche il pianeta ultimamente ci sta lanciando, ignari perseguiamo nei nostri intenti.
Eppure il 2018 è stato il 4° anno più caldo sempre e in testa alla classifica troviamo il 2016, il 2015 e il 2017. Il 2018, comunque, è stato il più caldo per l’Italia. 9 su 10 delle estati più calde di sempre sono successive al 2002.

sabato 26 luglio 2014

Stop Arming Israel

stop-arming-israel-1Dal lancio dell’operazione “Protective Edge” (“confine protettivo”) il mattino dell’8 luglio, Israele ha ucciso più di 700 palestinesi nella Striscia di Gaza, l’80% dei quali (stime ONU) civili che non partecipavano direttamente alle ostilità né avevano alcun legame con Hamas o con gli altri gruppi armati palestinesi; fra essi oltre 150 bambine e bambini (come Faris, di soli cinque mesi, ucciso a Rafah a poche ore dall’inizio dell’invasione), una trentina di donne, un giornalista; quasi 5.200 persone sono rimaste ferite, molte in modo grave. E questi numeri non sono aggiornati!

Tra bombardamenti a tappeto e offensiva di terra, gli attacchi a Gaza sono ormai oltre un migliaio, con quasi 1.000 tonnellate di materiale esplosivo sparato. Gaza è senza luce e senz’acqua; sono state completamente distrutte o sono diventate inagibili più di 500 case e sono state danneggiate almeno cinque strutture sanitarie (come l’ospedale di Wafa, a Shijaya) e tre ambulanze (di cui una della Croce Rossa Internazionale).