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domenica 15 dicembre 2019

Europa Verde a ENI: da subito investimenti solo su fonti rinnovabili


L’appello di Europa Verde di Rimini e Ravenna al presidente Stefano Bonaccini dopo la richiesta di ulteriori aree di estrazione in mare

La svolta green è l’unica in grado di coniugare tutela ambientale e occupazionale

Quello che segue è il testo della lettera aperta di Europa Verde, la formazione ambientalista della coalizione di centrosinistra per le regionali del 26 gennaio 2020, a Stefano Bonaccini.

Presidente Bonaccini, se vogliamo un cambiamento sostanziale delle politiche regionali sull'energia rinnovabile, questa è l’occasione giusta. L'ENI denuncia le sue difficoltà a mantenere posti di lavoro se non gli verranno concesse ulteriori aree per l’estrazione di metano. Serve una risposta immediata a difesa dei lavoratori, ma che indichi a ENI la strada da percorrere: da subito investimenti solo su fonti rinnovabili. È ciò che ci chiedono i giovani dalle piazze ed è quello che la stessa ENI ha promesso a Ecomondo. Non possiamo pensare di continuare con le scelte sbagliate del passato con la scusa del mantenimento dei posti di lavoro. Serve una rapida transizione energetica che sia concertata con le parti sociali. Una transizione verso le rinnovabili che, oltre a rappresentare una fonte di energia pulita, costituiscono anche un’opportunità occupazionale.

mercoledì 13 novembre 2019

Tassa sulla plastica? Sì, ma…


Tassa sulla plastica? Si, ma all’interno di una road map. Non si può mettere il carro davanti ai buoi.

Già da questa estate, Europa Verde dell’Emilia Romagna ha concordato con l’attuale governo regionale la proposta di rendere la regione “plastic free”. Non abbiamo cambiato idea: questo resta più che mai il nostro obiettivo.

Un obiettivo che va però perseguito coinvolgendo lavoratori, sindacati e industrie, in un piano di conversione produttiva ed occupazionale che porti al risultato di una regione “plastic free” senza lasciare indietro nessuno e senza dare pretesti per sollevare l’usurata contrapposizione tra lavoro e ambiente.

lunedì 11 marzo 2019

Più lavoro, più ben-essere, più ricchezza

Turismo, economia verde, cultura: un marchio per promuovere la Romagna Estense

Da sempre abbiamo assistito a una deleteria contrapposizione fra lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente e della salute. Spesso per rendere accettabili progetti industriali discutibili e dannosi si è utilizzato il cosiddetto ricatto occupazionale, come se voler tutelare l’ambiente che ci circonda e la salute dei cittadini fosse in contrasto con la creazione di posti lavoro.

Ma la realtà è un’altra.

Non è forse l’agricoltura biologica un settore in salute? Non si è ormai sviluppato un florido mercato del risparmio energetico negli immobili? Non si creano più posti di lavoro con le energie alternative che con le estrazioni di combustibili fossili? In un periodo di quasi immobilità dell’edilizia, non è un’opportunità il recupero e la ristrutturazione dell’esistente?

venerdì 16 giugno 2017

Matrix: il Comune di Conselice cerca meriti che non ha


In una lettera pubblicata sul Resto del Carlino del 23 maggio sulla questione Matrix il Sindaco di Conselice fa diverse affermazioni prive di reale fondamento.

1) Che dell'esposto del CASTA alla Magistratura “non vi è traccia alcuna”. Faremo pervenire al Sindaco Pula gli atti che ne attestano la trasmissione alla Procura, di modo che non ne favoleggi più l'inesistenza.

2) Che ci sarebbe stata “una forte volontà dell'amministrazione comunale e degli enti preposti a limitare gli effetti sul territorio circostante. Il risultato fu la rielaborazione del progetto... (la linea a caldo fu respinta a favore di un ciclo di lavorazione a freddo)”.

sabato 5 aprile 2014

Una svolta economica ecologista

indexLa crisi morde nell'edilizia e nell'agroindustria convenzionali

In queste settimane un bollettino di guerra racconta il fallimento di storiche cooperative edili come ITER o di imprese affermate di agroindustria come CEPAL, Contarini...

Oltre a perseguire tutte le strade per garantire tutte le tutele possibili ai lavoratori di queste aziende, occorre interrogarsi sulle cause di questa crisi e prospettare nuove forme di impresa e lavoro in questi settori.

L'edilizia convenzionale basata su grandi opere e sulla costruzione bulimia di nuove case e nuove costruzioni è andata inevitabilmente in crisi, lasciando, oltre che territorio fertile cementificato per sempre, tanti lavoratori disoccupati.

Una nuova edilizia sostenibile, legata alla green economy, deve occuparsi di ristrutturazione dell'esistente, di restauro, di adeguamento energetico degli edifici, di manutenzione continua del territorio, a cominciare da quella idraulica.

Le casse di espansione del Senio devono essere ultimate.

Ma tutto il territorio va messo in sicurezza, a cominciare dal rischio sismico, iniziando dagli edifici pubblici.

lunedì 31 marzo 2014

No alla fusione HERA-AMGA

hera_acegas_amgaEsprimiamo la nostra contrarietà alla fusione tra Hera e la società Amga di Udine, che è in discussione in diversi consigli comunali della nostra regione.

Tale fusione va nella stessa direzione della precedente fusione con Acegas e Aps: una strategia "espansiva" da parte di Hera nel Nord-Est.

Tale strategia viene attuata senza mettere minimamente in discussione i presupposti su cui Hera si è caratterizzata in questi anni, ovvero una forma societaria privatistica, l'ingresso e il ruolo crescente da parte di privati, la quotazione in Borsa, una gestione senza una partecipazione delle cittadine e dei cittadini.

Peraltro, l'esito dell'operazione è ridurre il peso, all'interno della società, degli enti locali.

Oggi Hera si trova contemporaneamente ad essere proprietaria e gestrice di alcuni inceneritori e a gestire la raccolta differenziata in numerosi Comuni: com'è possibile pensare che, a queste condizioni, si possa andare realisticamente verso un incremento della raccolta differenziata a discapito del ben più profittevole incenerimento?

martedì 28 gennaio 2014

Centri pieni e centri vuoti

shopping-mall-wpckiLa psicopatica gestione del commercio nella Bassa Romagna

La gestione del commercio nei Comuni della Bassa Romagna è sempre più surreale e insensata. Da un lato stiamo tutti assistendo al triste fenomeno dello svuotamento dei centri storici dei nostri Comuni. Negli anni sempre più attività commerciali sono state costrette alla chiusura, trasformando, loro malgrado, i centri storici dei nostri paesi in desolati deserti. Dall'altro lato, però, non si ferma il proliferare di centri commerciali al di fuori dei centri storici. Non ultima la variante che a breve verrà approvata a Bagnacavallo, in area Naviglio, in prossimità dell'accesso all'A14-dir. Già questa si tratta di un'area commerciale enorme e sproporzionata, nella quale si propone ora di creare un'enorme superficie di vendita al dettaglio alimentare.

Esattamente, come si giustificano questi interventi, quando si è costretti a impiegare risorse ed energie per valorizzare i nostri ormai morti centri storici? Che senso ha parlare di centri commerciali naturali, quando si parla di centri storici, se poi la politica consente tutt'altro?

martedì 29 gennaio 2013

La 'ndrangheta nella Bassa Romagna

10-41440_1L'esecutivo provinciale dei Verdi-Ecocivici esprime grande preoccupazione per la scoperta delle mani della 'ndrangheta sul territorio romagnolo emersa con l'arresto di Nicola Femia .

Il boss calabrese arrestato era presente con le sue attività a Sant’Agata sin dal 2006 dove viveva. Femia aveva sul capo una condanna a ben 23 anni.

A Conselice aveva comprato ettari di terreno edificabile ed era proprietario di una megavilla, frutto delle rendite delle slot machine truccate diffuse a macchia d’olio su tutto il territorio e, anche grazie alla complicità di noti commercialisti romagnoli, aveva creato un impero economico alla luce del sole.

A Massa lombarda pochi anni un referente del boss Provenzano, indagato in Sicilia, ha realizzato una lottizzazione con vari appartamenti. Con quali proventi?

Risulta evidente la necessità di una maggiore vigilanza e di una maggiore sinergia tra tutte le autorità e tutte le amministrazioni per impedire l'attecchimento di questi poteri criminali sul nostro territorio.

mercoledì 28 settembre 2011

Crisi delle pesche o crisi del modello economico?

La crisi delle pesche e delle nettarine in Romagna, già annunciata da tempo, sembra essersi aggravata nell'ultimo anno, tanto da aver interessato anche l'Unione Europea, con l’aumento delle indennità di ritiro, e il Parlamento Italiano, con l'approvazione di una risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Eppure siamo ancora lontani dalla soluzione del problema; le pesche vengono pagate 20/30 centesimi al chilogrammo ai produttori e rivendute da 4 a 7 volte tanto ai consumatori, con una speculazione nella fase di distribuzione che ha dell'incredibile. Persino il PD sembra essersi accorto dell'esistenza della crisi e della sua causa e ha fatto approvare dal Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna una risoluzione nella quale si chiede che venga riaperto il tavolo nazionale tra la grande distribuzione organizzata e le imprese di produzione ortofrutticole e le loro organizzazioni.

venerdì 29 maggio 2009

Un'economia verde a Lugo

Leggiamo sui giornali un appello lanciato da Confindustria di Lugo ai candidati sindaci e consiglieri della Bassa Romagna che ci lascia amareggiati.
Viviamo in un periodo storico che sarà ricordato per molti anni, in cui tutti, a parte forse Berlusconi, riconoscono che ci troviamo in una crisi economica profonda e diversa dalle ultime che abbiamo vissuto. Stiamo vivendo una crisi economica il cui significato mina alle basi l'attuale sistema di sviluppo. Uno sviluppo sfrenato, spesso ambientalmente e socialmente insostenibile. Uno sviluppo che non si preoccupa di devastare tutto ciò che ha attorno, per tutelare il profitto (spesso di pochi).