lunedì 3 giugno 2013

I silenzi dell'Assessore all'Ambiente

Pista per motori nel parco di Via Rivali San Bartolomeo a Lugo: il vergognoso silenzio dell'Assessore all'Ambiente

La vicenda delPoltronala pista per motori che il Comune di Lugo intende realizzare preso il parco di Via Rivali San Bartolomeo sta assumendo un aspetto sempre più assurdo e vergognoso.

Sabato 13 ottobre 2012 gli Ecologisti Civici della Bassa Romagna e una delegazione dei residenti dell'area consegnarono all'Assessore all'Ambiente del Comune di Lugo, Fiorenzo Baldini, una petizione corredata da 365 firme nella quale si chiedeva di non realizzare la pista per motori in un parco e si avanzavano delle proposte alternative. Malgrado Baldini si sia impegnato a portare in Giunta le istanze della cittadinanza e gli sia stato successivamente ricordato più volte che doveva fornire delle risposte, dopo quasi 8 mesi tutti gli appelli sono caduti nel vuoto.

Se la memoria dello “scaldapoltrona” all'Ambiente Baldini è labile, siamo qui a ricordare le istanze cui si è impegnato a trovare una risposta.

giovedì 23 maggio 2013

Pista di Via Rivali San Bartolomeo: il Comune di Lugo ignora i cittadini

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl Consiglio Provinciale ha approvato, in questi giorni lo schema di convenzione con il Comune di Lugo per l'attuazione del protocollo di intesa con la Regione che porterà alla realizzazione di una pista per motori all'interno del parco di Via Rivali San Bartolomeo a Lugo, con lo scopo di promuovere l'educazione alla sicurezza stradale fra i minori che utilizzano i motocicli.

Senza nulla togliere alla validità del progetto regionale, ossia prevenire gli incidenti stradali fra i motociclisti minorenni, ci sembra che la vicenda stia assumendo degli aspetti incredibili e inaccettabili.

lunedì 20 maggio 2013

Estrazione di metano nella Bassa Romagna: quali tutele per il territorio?

LFG_Extraction_-_DrillingSi è svolto il 16 maggio scorso, presso il Salone Estense della Rocca di Lugo, un surreale incontro promosso dall'Unione dei Comuni della Bassa Romagna cui hanno partecipato, oltre ai Comuni, anche rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e del Ministero delle Attività Produttive dedicato ai numerosi progetti di ricerca e di estrazione di metano che sono recentemente stati presentati nella Bassa Romagna.

“Il territorio non va spremuto, le attività estrattive dal sottosuolo devono essere oggetto di attenta valutazione tecnico-scientifica e occorre agire con criteri di precauzione e responsabilità verso le generazioni future” ha affermato l'Assessore Regionale Gian Carlo Muzzarelli. Non è chiaro cosa intenda l'Assessore quando cita i “criteri di precauzione”. Dato che la subsidenza è un fenomeno irreversibile, ci aspettiamo, a questo punto, ad esempio, che la Giunta Regionale non esprima parere favorevole per il progetto di estrazione di metano dal giacimento Longanesi, fra Lugo e Bagnacavallo, per il quale è in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale.

martedì 23 aprile 2013

Perché il nostro metano fa gola anche ai Canadesi?

LFG_Extraction_-_DrillingContinua l’assedio del nostro territorio, ultima in ordine d’arrivo la VEGA Oil S.p.A., è un'azienda con presidente e nomi e cognomi italiani, ma detenuta dalla canadese Cygam Energy Inc. La società ha fatto richiesta di indagare sulla presenza di metano in un’area di 210 km2 all’interno dei territori di ben 10 Comuni: Argenta, Alfonsine, Conselice, Fusignano, Imola, Lugo, Massa Lombarda, Medicina, Mordano, S’Agata Sul Santerno.

Le tecniche di indagine, oltre a utilizzare dati ENI esistenti, saranno più o meno le stesse delle altre indagini autorizzate in provincia: pesanti mezzi vibranti, i vibrosesis, e probabilmente la dinamite, con l’obbiettivo, se i dati saranno per loro confortanti e per sventura nostra, di aprire un pozzo esplorativo.

Perché tutto questo interesse per il nostro metano?

sabato 20 aprile 2013

Ricerche metano: lettera aperta ai Consiglieri Regionali

logo_regione_web12900720642Gent.mo Consigliere,

ci permettiamo di porre alla sua attenzione una situazione, che riveste gravità non solo da un punto di vista ambientale, ma anche politico, correlata ai recenti permessi concessi per le ricerche di metano nel sottosuolo in provincia di Ravenna e le chiediamo al riguardo un suo intervento in merito.

Il Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato a maggioranza dei presenti, il 12 luglio 2011, una risoluzione sulla ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nel territorio regionale. La risoluzione approvata, che lei certamente conosce, mette in evidenza il grave problema della subsidenza e impone una riflessione sulle future estrazioni di metano dal sottosuolo. Il documento, valutando giustamente che "le fasi della ricerca di idrocarburi, fino alla perforazione del pozzo esplorativo, comportano spese molto ingenti che possono essere compensate soltanto dall’ottenimento della concessione per la coltivazione del giacimento", impegna la Giunta Regionale "A DARE IL PROPRIO PARERE NEGATIVO A TUTTE LE RICHIESTE DI RICERCA E DI COLTIVAZIONE PRESENTATE IN AREE DEL TERRITORIO REGIONALE COLPITE DALLA SUBSIDENZA e da fenomeni franosi".

Pesticidi in più di metà delle acque superficiali italiane

imga0001E il 13,2% ha livelli di tossicità per gli organismi acquatici superiori ai limiti. Il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

Le acque italiane, superficiali e sotterranee, sono sempre più inquinate. Come se non ce ne fossero abbastanza da altri settori, arriva ora anche questa cattiva notizia dal Rapporto 2013 dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell’Ambiente. Il Rapporto, presentato l’8 aprile, si riferisce a dati del 2010 forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente.

Ebbene, nel 2010 sono stati rinvenuti residui di pesticidi nel 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e nel 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee. Complessivamente sono stati rintracciati ben 166 tipi diversi di pesticidi contro i 118 del biennio 2007-2008. Per la maggior parte si tratta di residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura (solo in questo campo si utilizzano circa 350 sostanze diverse per un quantitativo superiore a 140 mila tonnellate), ma anche di biocidi (pesticidi per uso non agricolo) impiegati in vari campi.

I pesticidi più rilevati nelle acque superficiali sono glifosate, Ampa, terbutilazina, terbutilazina-desetil, metolaclor, cloridazon, oxadiazon, Mcpa, lenacil, azossistrobina. Nelle acque sotterranee, con frequenze generalmente più basse, le sostanze presenti in quantità maggiore sono bentazone, terbutilazina e terbutilazina-desetil, atrazina e atrazina-desetil, 2,6-diclorobenzammide, carbendazim, imidacloprid, metolaclor, metalaxil. Come in passato, continua a essere diffusa anche la contaminazione da erbicidi triazinici come la terbutilazina, ma sono ancora largamente presenti anche sostanze fuori commercio da tempo, come l`atrazina e la simazina.

domenica 7 aprile 2013

Regione: Giunta contro il Consiglio

subsidenza_fig5In Emilia-Romagna la Giunta Regionale autorizza le ricerche di metano del sottosuolo in aperto contrasto col Consiglio Regionale.

Il Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato a maggioranza dei presenti, il 12 luglio 2011, un'importante risoluzione sulla ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi, presentata dai Consiglieri Naldi (SEL), Monari (PD), Sconciaforni (FdS) e Barbati (IdV).

La risoluzione mira a tutelare il territorio regionale, già fortemente colpito dalla subsidenza, dovuta al massiccio prelievo di fluidi e idrocarburi dal sottosuolo.

I proponenti della risoluzione, che poi è stata approvata dall'intera Assemblea Regionale, considerando che le fasi di ricerca degli idrocarburi e di perforazione dei pozzi esplorativi sono molto costose e comportano costi che possono essere compensati solo dall'ottenimento della concessione ai fini dell'estrazione, impegnano la Giunta Regionale a “dare il proprio parere negativo a tutte le richieste di ricerca e coltivazione presentate in

aree del territorio regionale colpite dalla subsidenza e da fenomeni franosi”.

Malgrado ciò, stanno per iniziare, nei territori di Bagnacavallo, Russi, Ravenna, Faenza, Cotignola e Lugo, delle operazioni di ricerca di metano nel sottosuolo da parte di Enel e di Edison. Come è possibile? Secondo i dati ARPA 2006 questa è proprio l'area di massima subsidenza della provincia (1,5-2 cm l'anno). Perché la Giunta Regionale ha espresso parere favorevole contraddicendo il Consiglio?

domenica 17 marzo 2013

Le ricerche di metano e la subsidenza

metanoDietro all’autorizzazione regionale per le indagini metanifere nel territorio della provincia di Ravenna si cela un problema di democrazia grande come una montagna. L’Assemblea legislativa della Regione ha impegnato con provvedimento del 03/08/2011, la Giunta Regionale, i cui membri a differenza dell’Assemblea non sono eletti dai cittadini, ma semplicemente nominati , “a dare il proprio parere negativo a tutte le richieste di ricerca e coltivazione presentate in aree del territorio regionale colpite dalla subsidenza” .

Nonostante i dati Arpa rappresentino l’area di indagine come l’area di massima subsidenza della provincia di Ravenna, la Giunta Regionale ha dato parere favorevole alle ricerche, in aperta contraddizione con quanto richiesto e votato dal Consiglio Regionale. Abbiamo eletto i Consiglieri Regionali e li paghiamo profumatamente per esprimere delibere che sono poi disattese dai burocrati dell’amministrazione.

“È un problema politico, noi diamo risposte a problemi tecnici”, hanno sentenziato a Russi i rappresentanti Enel. Poco credibile però è il loro bagaglio tecnico se per difendere la bontà del loro progetto hanno tentato finanche di minimizzare il problema conclamato e critico della subsidenza nei nostri territori.