Ci si limiti a osservare questi elementi:
- come fosse un dato positivo, viene confermato l’incremento del 12% degli accessi al Pronto Soccorso nel periodo 24 dicembre - 11 gennaio; è notorio che i medici di base hanno preferito in gran parte approfittare del lungo ponte di Natale e scaricare sulle strutture pubbliche i pazienti;
- da notare che questi stessi medici sarebbero gli stessi che dovrebbero far funzionare la futura casa della salute;
- non vengono affatto smentite le problematicità per la gestione delle cardiopatie, particolarmente quelle gravi o considerate tali: in caso di urgenza, i pazienti vengono trasportati a Ravenna dove arriva dopo mezz’ora di corsa in ambulanza.
Lo stesso vale per le urgenze in campo pediatrico, altro settore molto critico e per la senologia, in passato eccellenza, oggi molto ridimensionata.
La conseguenza è che tutto si riversa al solito sul Pronto Soccorso, vero tallone di Achille dell’Ospedale di Lugo, dove a fronte di un superlavoro, come già detto, si registra una carenza di personale cronica e un disagio per i cittadini fruitori.
La sola nota positiva nella risposta del Sindaco è che si esclude la possibilità di fare la Casa della salute vicino al Palasport. Insistiamo, però, sul fatto che debba essere fatta dentro la struttura ospedaliera, in modo da risparmiare risorse pubbliche e avere un beneficio per i pazienti.
Concludendo, i Verdi auspicano e chiedono una sanità di qualità diffusa e non una mitica eccellenza che il cittadino dovrebbe ricercare in giro per la Romagna a proprie spese. Per la gioia dei privati, magari più vicini a casa e, ovviamente, convenzionati con l’Ausl.
Gabriele Serantoni
Portavoce Verdi Lugo
Nessun commento:
Posta un commento