Malgrado il progetto dell'AUSL unica della Romagna che unificherà le AUSL di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini generi più dubbi e perplessità che certezze, la Regione Emilia-Romagna pare procedere spedita nell'iter per l'approvazione. Il progetto di legge presentato dalla Giunta Regionale ha già avuto il via libera della Commissione bilancio prima e della Commissione Sanità poi e si attende a breve il passaggio nell'Assemblea Legislativa regionale per l'approvazione definitiva.
Eppure gli interrogativi restano tanti e dagli enti preposti non arrivano risposte, se non generiche dichiarazioni, come quelle dei Sindaci di Lugo e Bagnacavallo, nelle quale si afferma che l'ospedale di Lugo non verrà chiuso (ci mancherebbe!). Quello che sembra essere uno dei punti fondanti della creazione dell'AUSL Romagnola e della conseguente riorganizzazione delle attuali quattro AUSL, con l'inevitabile depotenziamento di alcuni ospedali come quello di Lugo, ossia la creazione delle Case della Salute, continua a essere in alto mare. La nascita di queste misteriose Case della Salute è stata rinviata, ma non si accenna ad alcun rinvio in merito alla nascita dell'AUSL Romagnola. Oltretutto pare che la prima Casa della Salute che si intende realizzare nell'area lughese sia quella di Bagnacavallo che, coinvolgendo i medici di base, dovrà raccogliere l'utenza da Villanova a Bagnara e comporterà, di conseguenza, un'assurda complicazione per gli utenti del servizio sanitario.